Trekking della Grande Guerra

Difficoltà: Facile

Durata: 2 ore andata e ritorno

Partenza: Piazzale del Maniva oppure Hotel Bonardi

Dislivello: 150 mt

Maniva escursioni e trekking estate

Base di partenza per queste escursioni è indifferentemente il Piazzale del Maniva o il Ristorante Bonardi. Con questo trekking, seguendo il sentiero 3V, i sentieri del CAI, e le ex strade militari, è possibile transitare accanto a tutti quei manufatti e/o strade che costituivano la terza linea del fronte nella guerra 15/18. Si tratta di ripercorrere quello che, durante il corso della prima guerra mondiale, costituiva parte del reticolo viario che collegava la terza linea difensiva dello schieramento italiano contrapposto all’esercito austro-ungarico; non vi sono quindi imponenti opere di fortificazione o marchingegni bellici particolari, come invece è possibile reperire sull’Adamello o negli altri luoghi di prima linea dove lo scontro è stato reale e cruento, ma interessanti opere di ingegneria viaria, depositi di munizioni in grotta e strutture militari che ospitavano postazioni di osservazione e di artiglieria.

Scopri l'itinerario

La prima escursione conduce nella zona del Dosso Alto che si risale percorrendo la variante alta del 3V (attenzione è per alpinisti). Sulla destra si trova un profondo pozzo la cui destinazione bellica è ignota. Giunti sulla cima, poco sotto a sinistra, sono visibili i resti di una baracca. Il panorama sulle valli Giudicarie è stupendo ed è possibile intravedere a sud-est il Forte di Cima Ora che occupa, con la sua mole, la sommità della montagna. Da qui si scende il crinale (sentiero nr 407 del CAI di Bagolino) che conduce alla Malga Ciunela, dove le trincee poste su più ordini ed in parte blindate e le grotte per le munizioni sono ancora in ottimo stato. Gli appostamenti per le mitragliatrici per l’azione frontale e di fiancheggiamento in cemento armato. Dopo aver visitato le opere militari si imbocca il sentiero, anche questo di origini militari (lo si nota dal suo percorso che segue le linee di livello) che conduce alla Malga Dosso Alto, da dove, attraversata la strada del Baremone e risalito il pendio di fronte si giunge a Cima Caldoline. Qui inizia la “strada dei soldati” (ora è il 3V) che tagliando la Corna Blacca sul versante Triumplino giunge a passo Pezzolina (vedi: strade militari). I tornanti sotto Passo Portole, che segnano l’inizio di tale sentiero, sono ancora quelli del periodo militare. Il fortilizio è collocato in posizione dominante sul dosso di quota 1548, più a nord della Cima Ora che sovrasta direttamente il Passo del Maré, raggiungibile da questo con un percorso in leggera pendenza che aggira la cima stessa e arriva al forte compiendo 5 tornanti. Dalla sommità si ha una meravigliosa vista sul lago d’Idro. Durante la traversata di questa stupenda strada (si transita anche attraverso due belle gallerie) in fondo, in direzione sud, si intravede il forte di Valledrane (Tremosine) che con il Cima Ora costituiva la difesa in caso di sfondamento della Valle Sabbia. Curiosità: entrambi i forti non furono mai utilizzati. Il ritorno al Maniva può avvenire attraverso la strada del Dosso Alto (in dialetto: corne de stabol). Nei giorni festivi tale tratto è percorso da innumerevoli persone a passeggio che si godono la magnifica vista dell’alta Valle Trompia.

Per la seconda parte dell'escursione si risale poco dietro l’albergo Dosso Alto percorrendo la strada che conduce alla croce, dove si trovano trincee (poco sotto la croce verso il piazzale) e la postazione del cannone in fianco alla croce stessa. Molte trincee erano ancora visibili prima che la realizzazione negli anni 70 del piazzale sacrificasse tali ricordi. Giunti al Bonardi (un tempo caserma del 77° reggimento) si imbocca il sentiero che dal retro rimonta alla statale, ex sentiero militare ed ora 3V. Percorsa la statale per poche decine di metri si devia a sinistra immettendosi sulla vecchia statale ormai abbandonata ma ottimamente recuperata (c’è una sbarra). Tale tratto di strada può rappresentare una buona passeggiata anche per i “non escursionisti”, in quanto adatta anche a famiglie con passeggino. E’ veramente facile e consente di vedere intatta una strada del periodo bellico. Una volta percorsa tutta si rimonta, con un dislivello di circa 50 mt, sulla strada statale (non esiste sentiero) e quindi i “passeggini” devono ritornare sui propri passi. Scesi di poche decine di metri lungo la strada dove si nota sulla destra l’ottimo punto panoramico attrezzato con alcuni tavoli e panchine, si abbandona la strada asfaltata e si sale a sinistra seguendo i segnali bianco/azzurri del 3V lungo tutto il pendio (la cosiddetta Calve dei Zocchi). Attraverso successive ondulazioni si raggiunge la rotonda e panoramica sommità del Dasdanino (piazzole di artiglieria), un dosso non indicato sulle carte topografiche ma ben conosciuto dagli sci alpinisti. Discendendo il colle è possibile scorgere a sinistra, sporgendosi verso Collio, il tratto di strada ricavato nella roccia con scavo anche di 3 – 4 metri che verrà percorsa al ritorno. Si segue ora la statale (a destra) fino al piazzale “del Cici” (parcheggio utilizzato da chi scende ai sottostanti laghetti per la pesca sportiva).

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27.12.2021 Ricevuto contributo per impianti di risalita di 223.185€ dal Ministero del Turismo

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